CONSIDERAZIONI RIGUARDO ALL’EMERGENZA SANITARIA COVID-19 SUI LUOGHI DI LAVORO

CONSIDERAZIONI RIGUARDO ALL’EMERGENZA SANITARIA COVID-19 SUI LUOGHI DI LAVORO

Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e della salute dei lavoratori (COSTITUZIONE, artt. 2, 32, 35, 41; DLGS 81/2008) ed è tenuto ad adottare le misure necessarie a tutelarne l’integrità fisica, la personalità e il benessere psicologico.

Dati gli obblighi attinenti il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) posti dall’art. 35 DLGS 81/08, è ipotizzabile che l’emergenza sanitaria Covid-19, imponga una immediata riunione con il medico competente, il responsabile di prevenzione e protezione ed il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, per valutare l’aggiornamento del DVR e l’adozione di specifiche misure di sorveglianza sanitaria, la cui celebrazione va ovviamente verbalizzata.

Tale considerazione sembra avvalorata dall’esistenza di un obbligo generale di sorveglianza sanitaria (Art. 41 DLGS 81/08) e dell’obbligo specifico di esercitarla sui lavoratori esposti ad agenti biologici (art. 266 DLGS 81/08), richiamato anche dalla recente circolare 3190 del 3.2.20 del Ministero della Salute attinente alla presente emergenza sanitaria.

Eventuali comportamenti omissivi, potrebbero essere penalmente sanzionati, dall’art. 282 DLGS 81/08, norma che prevede sanzioni pecuniarie di natura penale e nei casi più gravi l’arresto, proprio per mancate valutazione del rischio, adozioni di misure igieniche e sottoposizione dei lavoratori alla sorveglianza sanitaria.

Non vi è dubbio, anche alla luce del Comunicato emesso il 02.03.2020 dal Garante della Privacy, che la sorveglianza sanitaria vada esercitata attraverso il medico competente e che i datori di lavoro debbono astenersi dal raccogliere in modo sistematico e generalizzato anche attraverso singole richieste al lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi più stretti contatti anche extra lavorativa.

Si ritiene che anche i datori di lavoro siano destinatari della norma enunciata dall’art. 1 del Dpcm 4 marzo 2020, che sospende le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, sicuramente da applicare ad ogni evento ricreativo e/o commerciale, ma

che potrebbe essere suscettibile di estensione analogica a manifestazioni e riunioni sindacali.

Potrebbe essere suscettibile di applicazione analogica anche la norma enunciata dall’articolo 2, lett f) del medesimo decreto, che prevede la messa a disposizione di utenti e visitatori, di soluzione disinfettante per l’igiene delle mani.

Sono sicuramente applicabili e debbono essere portate a conoscenza dei prestatori di lavoro le misure igienico-sanitarie elencate nell’allegato 1 del predetto decreto, da adattare ai luoghi di lavoro, con particolare riferimento a spogliatoi e mense aziendali:

  1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;

  1. evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

  1. evitare abbracci e strette di mano;

  1. mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;

  1. igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

  1. evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;

  1. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

  2. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

  1. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;

  1. usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

È da prendere in considerazione, sempre per analogia con direttive riguardanti la Pubblica Amministrazione, la possibile attuazione di modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa e di lavoro agile.

Avv. Roberto Casella Avv. Francesco Maltinti Avv. Andrea Briganti Donati

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